Una conferma e un grande ritorno: Nadia Batocletti e Gianmarco Tamberi regalano all’Italia altre due medaglie d’oro, portano gli azzurri in cima al medagliere e ricorderanno a lungo questa vigilia di Ferragosto sulla pista di Birmingham con gli Europei di atletica leggera che parlano sempre più italiano perchè arrivano anche i bronzi di Desalu e Sioli. Nadia Batocletti  diventa la prima italiana a vincere 4 ori europei all’aperto,  entra nella storia anche per essere la prima di sempre a realizzare la “doppia doppietta” 5.000-10.000 in due edizioni consecutive degli Europei. Si è consacrata in pista nell’estate 2024 durante le Olimpiadi di Parigi: prima il 4° posto nei 5.000 in 14’35”29, poi la medaglia d’argento nei 10.000 in 30’43”35. Da allora non si è più fermata: in carriera ha vinto anche 3 medaglie ai Mondiali (argento e bronzo nel mezzofondo l’estate scorsa a Tokyo, oro a marzo nei 3.000 metri piani indoor), 12 agli Europei di cross e 2 agli Europei su strada. I suoi migliori tempi li ha realizzati nel 2025, entrambi record italiani: 14’23”15 nei 5.000 metri e 30’38”23 nei 10.000.

La felicità di Nadia

 “Oggi mi sono divertita un sacco – le parole di Nadia, – In quest’ultimo mese ho lavorato davvero bene, grazie a tutto il mio staff e alla mia famiglia”. È proprio al padre Giuliano, il suo allenatore, che la trentina cede la corona dedicata al vincitore. “Sono a questo livello anche grazie a mio papà, che è la persona che ha creato il mio staff – spiega – Con lui ci capiamo davvero con un solo guardo”. Poi sulla gara dice: “Le mie avversarie hanno impostato una bella finale, molto tattica, e questo mi ha esaltato. Avrei voluto attaccare un paio di volte, ma sono sempre stata anticipata. Così ho detto: beh, fate pure… A volte non mi rendo neanche io conto del mio livello, qualche volta mi dico che dovrei crederci ancora di più. I 10.000 metri dei Mondiali di Tokyo dell’anno scorso mi hanno insegnato molto: è una gara lunga anche per chi la corre, non solo per chi la guarda. Bisogna rimanere pazienti e non agitarsi”.

Il ritorno di Gimbo

Ancora più grande l’impresa di Gimbo Tamberi. Il campione olimpico di Tokyo non sembrava in grandi condizioni, aveva disputato solo due sole gare quest’anno prima degli Europei, mai oltre i 2,23 metri, ma nel momento più importante ha tirato fuori l’orgoglio del campione e ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto a Birmingham volando a 2,32 al secondo tentativo davanti all’ucraino Oleh Doroshchuk (primatista stagionale) e a un altro azzurro, Matteo Sioli, che si ritira a 2,30 a causa di un problema fisico. Questo trionfo, a 10 anni di distanza dal primo di Amsterdam 2016, è probabilmente il più bello, sofferto e inatteso della sua carriera.

Dedicato a Camilla che compie un anno

 “Era una serata speciale, il primo compleanno di Camilla. Lei è stato il motivo per cui ho continuato a saltare dopo le Olimpiadi di Parigi – dice – Non poteva più vedere il papà, come mi chiama già, prendere in continuazione ‘schiaffi’ a destra e a manca. La medaglia è dedicata a lei e a Chiara (la moglie), a me bastano le sensazioni che provo quando salto. Ho una famiglia bellissima, sono il marito e il padre più fortunato al mondo”. Gimbo fa i complimenti a Sioli, al primo podio internazionale senior all’aperto della carriera: “Ho dei rivali fortissimi, alcuni anche in casa. Matteo non ha bisogno di alcun passaggio di consegne perché fa cose che io alla sua età mi immaginavo soltanto, ha 21 anni e ha già vinto due medaglie europee (una indoor). Sarà bello sfidarsi ancora”. Sul pettorale il campione olimpico stasera aveva una scritta: “Guess who’s back” (Guardate chi è tornato). In tanti mi davano per finito. Ma io sapevo che stasera avrei combinato qualcosa di bello. Le gare quest’anno andavano male, ma è come se il mio corpo aspettasse soltanto questo momento”. Infine, un messaggio che può essere d’ispirazione a molti: “Voglio dire una cosa a chi sta vivendo delle difficoltà. Continuate sempre, andate avanti, perché alla fine chi ci crede vince. Non mollate mai, cazzo! Si può dire cazzo? Quando vinci l’oro si puoi dire (ride)”.